Venne in Galilea a Nazareth, un pazzo ebreo scacciato dai suoi fratelli, nato da madre vergine. Scosse
Alla sua morte, al di là di chi fu quest’uomo lo venerarono con timore reverenziale e la sua figura scapigliata rimase tralasciata dal gregge. Venne ucciso da un complotto giudaico per mantenere l’ordine costituito nell’alleanza con Roma. Vennero in terra Epicuro e Lucrezio suo profeta. Portarono il deismo fra gli uomini e li invitarono al giusto piacere. Scacciarono gli idoli della morte e della superstizione. Insegnarono a godere del dolore come della noia, come del piacere. La loro fiamma venne presa dal gregge come invito a insudiciarsi e gettare la propria vita. Il maestro morì dopo una lunga agonia, mantenendo la luce interiore che è Bios; il profeta divenne pazzo e ossesso. Gli cantarono la sua opera Momo e Hypnos. Nacque lo stato costituito a Uruk, patria di Gilgamesh, ottanta migliaia di abitanti si sottomisero a un commerciante che si dichiarò figlio di un nume. Commerciarono col Golfo Persico e il Bahrain e gli abitanti si sottomisero alienando il loro pensiero al potere economico, rassicurati dalla presenza dell’esercito a difesa dai barbari anarchici. (…) Coloro che non riconoscono pazzia siano condannati alla morte. Questa è la gnosi che conduce al vero. Il mondo nasce da fuoco, acqua, luce e spirito per i Nazareni. Per noi nasce da pazzia che genera Momo e Hypnos che mostrano Bios. Egli parlava per mezzo di parabole, per essere compreso, ma chi parla per mezzo di parabole non è compreso. Nessuno ci comprenderà se non si abbasserà, nessuno capirà che c’è filosofia dietro la gnosi. Maschero la filosofia con la gnosi sicché solo chi è uguale alla filosofia si unisca ad essa. Dice l’evangelo, l’uomo all’uomo, lo spirito allo spirito, la luce alla luce, stia il pazzo alla filosofia. (…) La stessa cosa sono il matto, il bimbo e ai loro occhi l’animale. Cattivo non è chi apre la bocca, ma chi la tiene chiusa e sogghigna. Egli prese un bimbo lo pose innanzi a loro e disse ridendo come Momo: - Rendetevi come lui se volete entrare nel mio regno-. Egli diceva: - Chi vive nello spirito non è morto-.
Lui predicava nello spirito, io in pazzia, eppure nessuno dei due sarà ascoltato nel contenuto, o ascolteranno il contenuto e gongoleranno. John Aspinall, maestro, viveva tra i gorilla e predicava che sopra le cinquecento persone non esiste democrazia. Eppure da allora quante sono le Uruk che si sono formate. Ora siamo sette miliardi e egli non è ancora venuto. Possiamo morire nutrendoci di feci e nostri morti! Perché tra le bestie le comunità sono di centocinquanta e non esiste il contenzioso sociale. Presso i primi di noi Maestro è un titolo che si attribuisce a una persona, un animale o un bimbo che si reputi di alta levatura morale. Nessuno si autoproclama Maestro, tutti sono filosofi. Io reputo Maestro in particolare Giacomo Leopardi (…) Molti Nazarei ebbero a dire che la libertà è in colui che è venuto forse citarono Filippo:-Uno schiavo è fatto schiavo dal padrone e una volta libero resta tale, ma un uomo che si fa schiavo per sua volontà resterà sempre schiavo.- Poi disse: -Il figlio è generato dal padre, ma suo figlio è suo fratello, perché lui non genera.- Intendendo che tutti sono figli del padre celeste. Per cui la vera libertà si trova facendosi schiavi di un’ideologia. Noi non crediamo nello Spirito Santo, ma crediamo che le loro menti fossero piene di accidenti. -Riempitevi di pazzia quando scrivete! Fate all’amore con la carta! Non maledicete sora nevrosi, sora schizoide, sora ossessa, sora demenza, sora fobica, sora disturbata, sora compulsa, sora pazzia, ma maledicete fiele ipocrisia, fiele mediocrità, fiele nichilista, fiele vana. Siate come i ragazzini! Godete e non curatevi della gente! Dal niente che possedete niente farete di male, è più facile che un ricco compia le cose di prima (…) Lo stile di Egli fu così potente. Si tratta di mascherare la filosofia con la gnosi così il filosofo ottiene gloria in vita e alla morte non può essere confutato. Volavano alti i primi filosofi per non essere capiti.
Volevo salutarvi tanto. Vi posto qualcosa.